Non sono abituato a celebrare il passare degli anni, mi hanno insegnato a guardare sempre avanti ed io cerco di farlo. Il 2024 però è stato un anno speciale: chi l’avrebbe mai detto che l’anno iniziato con una sola si sarebbe rivelato un anno entusiasmante, a tratti commovente, pieno di esperienze ed incontri magici. Il 2024 è stato l’anno dei sogni realizzati: quei sogni immaginati per anni che magicamente diventano realtà.a
Chi l’avrebbe detto che il 2024 mi avrebbe portato in quel piccolo schermo che troneggia incontrastato nel mio salotto. Grazie ad AD Communications, a Deborah Annolino e Stefano Foglia è arrivato il mio primo incarico da sceneggiatore: un lavoro importante che ho cercato di portare avanti mettendo in pratica ciò che avevo imparato facendomi guidare da chi ha ideato e portato al successo il prodotto. Un ruolo capitato grazie ad un link ricevuto su Whatsapp dal regista di AD MAIORA Stefano Foglia. Quel link portava alla scheda di presentazione del corso di sceneggiatura di Emma Bresciani: un’altra persona a cui devo tanto per non essersi fermata all’apparenza e avermi guidato nel costruirmi quella cassetta degli attrezzi del mestiere più bello del mondo. Un percorso che lezione dopo lezione mi ha condotto alla mia vera passione per la scrittura, per le immagini e per le storie trasposte sullo schermo.
Questo anno al di sopra delle aspettative mi ha riportato poi, dopo quindici anni, sul palcoscenico come attore. Con il Teatro di Camelot ho ripreso il mio rapporto con il teatro esattamente con lo stesso spettacolo con il quale si era interrotto. La bellezza di rifare la stessa cosa dopo quindici anni sta nell’accorgersi dei cambiamenti personali, nel notare dettagli che un tempo non percepivo e scoprire che, anche dopo tanto tempo, le abilità ci sono ancora alle quali si è aggiunta la consapevolezza. La sensazione più bella di questo ritorno è stata avvertire la padronanza di me stesso facendo quel mestiere e la consapevolezza della responsabilità dei gesti, delle parole, dei tempi. Risalire sul palco dopo tanto tempo mi ha fatto percepire come il passare del tempo non è sempre uno svantaggio ma può regalare emozioni importanti se conservi il ricordo di com’era una volta.
Il 2024 ha poi visto il ritorno della famiglia Lucrezi-Cosacco grazie alla fiducia di Edizioni Tassinari che ha creduto nella seconda parte delle avventure di Federico Lucrezi. Un ritorno importante per cui ringrazio Amedeo Marsan che ha seguito lo sviluppo anche di “Questa vita è ancora la mia” guidandomi nel mestiere di scrittore. L’emozione più grande è sentire l’affetto del pubblico, dei lettori, per personaggi a cui ammetto di provare affetto. Seppur di fantasia ognuno di loro mi ha insegnato tanto accompagnandomi in una riflessione o aiutandomi a metabolizzare qualcosa. È bello immaginarli vivi e chissà mai che prima o poi non ritornino a raccontare le loro avventure.
Quest’anno lo ricorderò anche per un incontro straordinario che ho atteso per sei anni. Chi vive con me il privato sa bene cosa ha significato aver incontrato Francesca Fialdini. Un incontro speciale che ho sempre immaginato senza sapere che a volte la realtà può andare ben oltre l’immaginazione. Quando ti rendi conto che la tua voce strana viene ascoltata e capita da una persona che stai incontrando per la prima volta, posso assicurare che quel momento resterà indelebile. Oltre tutto quello che imparo osservandola lavorare, Francesca mi ha insegnato quanto lo sguardo possa fare la differenza nella comunicazione. Spero di ricordarmelo sempre nel mio lavoro e nella vita privata.
Indirettamente legato a questo incontro c’è l’ultima avventura che mi ha regalato questo fantastico anno: un corso di formazione in format televisivi che mi ha portato più vicino a quella strana scatola che troneggia nel mio salotto. Ringrazio l’autore Giorgio D’Introno per avermi fatto comprendere come nella televisione si nasconda una mia folle passione. Altrimenti non si spiega perchè mi sia emozionato nella lezione sui neri pubblicitari.
E poi c’è chi, quando dico “ho un’idea…” non si mette più le mani nei capelli perchè ha capito che cento ne faccio ma mille ne penso, con cui ho condiviso tanti di questi momenti.
Ripensando a questi mesi provo emozione, anche stanchezza ricordandomi dell’impegno e, a volte della fatica, che ho messo per crescere, migliorare e realizzare. Devo dire grazie, come si fa alla fine di uno spettacolo, a tutti coloro che hanno reso il mio 2024 un anno indimenticabile. Per tutti loro provo un affetto sconfinato, riconoscenza e stima. Lo scorso primo gennaio non potevo neppure immaginare tutto questo.
Buon anno a tutti. Che il 2025 possa regalarci nuove emozioni ricordandoci sempre che nessuno si salva da solo.







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