Francesca Fialdini: quando l’empatia e l’ascolto contano davvero

Ci sono persone che scopri spingendo un tasto sul telecomando, ci sono persone di talento, che emanano serietà e competenza in ogni progetto che portano difronte a un pubblico.

È il momento di Francesca Fialdini, non c’è dubbio: Era ora mi viene spontaneo pensare: ci si è accorti finalmente di qualcosa che c’è sempre stato perchè il talento, la competenza e la professionalità non sono certo componenti che appaiono e scompaiono.
Un furore che tutte le settimane ci fa leggere interviste e approfondimenti sui suoi progetti in Rai, sulle battaglie sociali e culturali che porta avanti con dedizione, passione e professionalità. Sì perché, prima di tutto, Francesca Fialdini è una giornalista. Una giornalista che, personalmente, ho inserito da anni fra gli esempi da seguire.

Non posso certo essere io a spiegare il metodo che Francesca Fialdini mette costruendo trasmissioni che hanno tutte come protagonista le persone; sarebbe uno sforzo inutile: il miglior modo per capirlo è accendere la televisione e guardarne una. C’è però un aspetto che mi ha colpito più di ogni altro dalla primissima volta che l’ho incontrata sul teleschermo: la capacità di un ascolto profondo che riserva a chi le siede difronte.

Per ben cinque anni sono stato convinto di come, questa sua incredibile abilità ai miei occhi di telespettatore, fosse frutto di una personalità umana in grado di concentrarsi su chi le parla indipendentemente dalla situazione. Ci sono emozioni che non si trasmettono per finzione: sono per forza innescate da caratteristiche individuali reali.

Dopo cinque anni ho avuto la mia grande occasione. Incontrare i propri miti ha sempre qualcosa di magico, di misterioso in cui si insinua il dubbio se la persona al di fuori del contesto in cui sei abituato a vederla abbia lo stesso atteggiamento che ti colpisce così tanto. Nel caso di Francesca Fialdini, le aspettative non sono state semplicemente confermate, sono state triplicate, quadruplicate.

Raramente mi succede di incontrare per pochi minuti una persona che si concentri su di me e non su chi mi accompagna. Poi ai propri miti si perdona sempre tutto perchè cinque minuti non possono rovinare una vita di emozioni; se poi aggiungiamo come il mio linguaggio non sia immediatamente intelligibile, nella mia esperienza questo aspetto non mi ha mai sconvolto più di tanto. Tuttavia adesso posso dire come, percepire o meno lo sguardo della persona a cui stai rivolgendo attenzione, faccia la differenza.

Nei pochi minuti in cui ho incontrato Francesca Fialdini ho avuto l’indimenticabile sensazione di essere protagonista del dialogo e non spettatore. Un dettaglio ma quello che fa la differenza; un’attenzione che ha dato a quella conversazione un valore inestimabile.

Quando riesci a incontrare qualcuno che stimi è un bellissimo momento; ma se quell’incontro ti mette in connessione con quella persona, si trasforma in qualcosa di emotivamente indescrivibile: esattamente come le interviste di Francesca Fialdini.

2 risposte a “Francesca Fialdini: quando l’empatia e l’ascolto contano davvero”

  1. […] Proprio in mezzo ad un anno folle che mi ha visto cambiare più ruoli e affrontare numerosi progetti, è arrivato uno dei momenti che aspettavo da anni: l’incontro con la persona che stimo di più nel panorama giornalistico italiano: Francesca Fialdini. Su questo momento davvero speciale vi consiglio di recuperare l’articolo che è uscito su questo sito. […]

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  2. […] fosse l’eccezione, come fosse un genio rivoluzionario mentre ha compiuto un gesto naturale. Poi, nel caso a cui mi riferisco c’è anche molto altro mi sia permesso, ma questo è un altro discorso.  Nel caso specifico […]

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