Ecco perchè dobbiamo votare NO per non farci truffare

Credo di non provare una tensione simile da quando tre anni fa mi sono dimesso dal ruolo di consigliere comunale ma più in generale dalla politica. 

C’è un elemento su cui non transigo nello svolgere la mia professione ed è il rispetto assoluto per il pubblico, per chi legge e per chi in qualche caso si può fidare di quello che racconto. Questo principio per me basilare è lo stesso che mi ha fatto capire che forse la politica non era esattamente la carriera adatta a me; è anche il principio che mi ha fatto sempre buttare nel trita carte i vademecum che mi consegnavano. I progetti che in qualche modo ho sostenuto li ho sempre raccontati come li capivo e mai ripetendo copioni imparati a memoria. In teatro sì, nell’informare e nel convincere mai.

Ecco perchè l’agenzia che è arrivata ieri mattina, che annunciava l’accordo sulla nuova legge elettorale, mi ha letteralmente ghiacciato. Perchè ingenuo quanto volete e in un certo senso lo rivendico, ma coglione no. A tutto c’è un limite, anche alla fiducia nel testo.

Siccome non ho più tessere di partito in tasca, non ho aderito al comitato per il Sì alla riforma costituzionale, vi spiego perché il nuovo maggioritario acchitato da proporzionale che è stato da un truccatore peraltro scarso, ci deve far riflettere sul giudizio che esprimeremo sulla riforma della Giustizia. 

Cosa dice la proposta della nuova legge elettorale

Al contrario di quello che in tanti affermano, la legge elettorale non è un argomento per addetti ai lavori: banalmente attua il primo articolo della Costituzione e il principio della sovranità popolare. Ovvero si tratta del sistema di trasformazione dei voti in seggi, il meccanismo che traduce il nostro segno sulla scheda elettorale in posti occupati in Parlamento. Quindi non proprio un argomento riservato solo a politologi e costituzionalisti.

Il progetto di legge elettorale proposto dalla maggioranza è sostanzialmente un maggioritario secco. Non so perchè lo si stia presentando come proporzionale quando in realtà, l’effetto che produrrà, è quello del maggioritario secco.

Il nuovo sistema elettorale dice: la coalizione che raggiungerà una percentuale di voti del 40 per cento accederà ad un premio di maggioranza pari a 70 seggi alla Camera dei deputati e 35 al Senato. Qualora nessuna coalizione raggiungesse il 40% si andrebbe al ballottaggio fra gli schieramenti che si sono fermati fra il 35 e il 40 per cento

Dobbiamo ricordare che dalla legislatura attuale il numero dei parlamentari è sceso da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori con la conseguente variazione della maggioranza qualificata che serve, ad esempio, per modificare la Costituzione senza passare per il referendum confermativo. 

Continuando a dare i numeri, necessari per capire i passaggi successivi: al momento alla Camera i due terzi corrispondono a 267 e i due terzi al Senato equivalgono a 134 voti. 

È molto evidente allora che, con il nuovo sistema elettorale proposto in queste ore, la maggioranza si prenderebbe un potere enorme in Parlamento. È di fatto un premierato senza modificare la Costituzione.

Mi scuso per tutti questi numeri ma non posso fare a meno di citarli sennò sarebbe poco chiaro come questa proposta ci debba mettere in guardia su tutto compreso il giudizio sulla riforma costituzionale.

Ecco il combinato disposto

Vi ricordate il “combinato disposto” di Renzi nel 2016? Siamo allo stesso punto. E mentre una dichiarazione sguaiata di Nordio per me rimane una dichiarazione sguaiata di Nordio, una proposta di legge elettorale mi accende un segnale di pericolo rosso davanti agli occhi. Qualcuno si metterà gli occhiali neri, io preferisco cambiare idea e opinione di voto pur di sottolineare un pericolo che oggi le carte palesano. 

Ieri era un processo alle intenzioni che personalmente non prendo in considerazione; oggi è un processo con prove a carico. 

Non sto dicendo, attenzione, che la riforma costituzionale proposta non sarebbe utile e continuo a pensare che sia una buona riforma. Tuttavia, dobbiamo essere seri perchè non stiamo guardando una partita di calcio, e e dirci che a questo nuove condizioni un po’ di paura la mette. Esattamente come la metteva la riforma di Renzi sommata all’Italicum. Non è possibile fidarsi di un testo sapendo che ne esiste un altro che lo trucca già.

Siccome mi piace vivere nella complessità e trasmetterla agli altri, da domani non mi vedrete nel fronte del NO: credo che usino argomenti sbagliati e in qualche caso falsi quindi la mia faccia me la tengo io ben attaccata alla testa, ma offenderei il patto con i lettori se non vi dicessi, e solo chi mi conosce bene sa quanto questa scelta mi pesi moralmente, che il 22 e 23 marzo voterò No al referendum. 

Lascia un commento