Nasce la frase che apre le porte

Nasce la frase che apre le porte. Dalla collaborazione con Indi Mates Una chiave per l’indipendenza e 3Db Point arriva il portachiavi che ti permette di portare sempre con te il promemoria per l’integrazione efficace. Un metodo che personalmente ho sempre utilizzato ma che prima non sapevo spiegare così in modo netto, chiaro e preciso.

“La disabilità non si usa come marketing”: è questa la frase che quando ho sentito in televisione mi ha fatto capire il perchè del mio atteggiamento che mi porta a scappare dai progetti che, pur portandomi visibilità, utilizzano la disabilità come unico argomento. È un metodo da cui mi sono sempre allontanato d’istinto dando a volte motivazioni indelicate. Neanche io avevo chiaro perchè non volessi vedere la mia faccia legata a situazioni dove la disabilità sarebbe stata il tutto.

Ho sempre visto la disabilità, la mia in particolare, come un dato di fatto con lo stesso significato di avere i capelli biondi, bruni, rossi o grigi. Un fatto che non deve coprire la persona e le sue caratteristiche professionali, personali e caratteriali.

“Da noi… a ruota libera” e Francesca Fialdini mi hanno illuminato

Ci sono programmi televisivi che quando incroci ti dicono immediatamente qualcosa: ti conquistano per l’approccio, il metodo, con cui affrontano i temi che decidono di far conoscere al grande pubblico. Ecco perchè da sette anni la mia settimana si chiude la domenica alle 17,20 quando mi metto sul divano e ascolto le storie che Francesca Fialdini e la sua squadra portano su Rai Uno. Storie di persone, di attività che magari non conosciamo eppure esistono. O come un’intervista a un personaggio che mette in luce un aspetto particolare.

È proprio ascoltando la storia del biscottificio Frolla che ho sentito la frase che da allora è diventata il mio motto. “La disabilità non si usa come marketing”: la frase che di lì a poco ho fatto stampare sulla maglietta che indosso quando salgo su un palco. Per ricordare a chi mi sta guardando che può anche criticarmi, fischiarmi. La mia disabilità non può essere l’argomento centrale della mia vita né lo scudo che mi protegge.

Il grazie che dovevo

Ricordo come il lunedì, dopo aver sentito quella frase, ho lavorato diversamente: con più libertà perchè, se da quel momento mi fosse arrivata ancora la richiesta “Racconta come apri le uova con una mano sola”, avrei saputo dare una risposta professionale.

In qualche modo dovevo ringraziare chi davanti a milioni di persone ha detto qualcosa di rivoluzionario, almeno per me. Per questo è nata la seconda maglietta “La disabilità non si usa come marketing” che ho portato a Francesca Fialdini, per farle sapere che il suo messaggio ha prodotto una trasformazione. È questo ciò che deve fare la televisione oltre ad intrattenerci: farci riflettere e darci magari uno stimolo, un concetto al quale non avevamo pensato.

Nasce la frase che apre le porte

A me le storie piace raccontarle dall’inizio altrimenti non si coglie il significato che si nasconde dietro per esempio ad un portachiavi.

Un oggetto piccolo, semplice e utile con cui portare con sé un concetto importante.
Nato con la collaborazione di Indi Mates Una chiave per l’indipendenza e 3Db Point, il portachiavi “La disabilità non si usa come marketing” è disponibile per tutti. Lo trovate nello shop della 3Db Point o alle prossime presentazioni dei miei libri.

Perchè, per una vera integrazione, è necessario abbattere tutte le barriere. Anche quelle prodotte dall’ipocrisia.

Lascia un commento